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ApARTe° 1,23 – Maggio 2013

Questo numero è il capitello di una svolta apparente. Per sole ragioni burocratiche la rivista assume una nuova numerazione agganciandosi alla sequenza di Fibonacci (1,23, 2,24, ecc.). In copertina la foto di un murales tracciati sui muri egiziani durante le rivolte del 2012-2013. Disegni prontamente cancellati e ancora rifatti e ancora cancellati. Ne scrive Giovanni Canova che è anche autore delle foto.
Il CD è dei Fab Ensemble, "storiE di un impiegato", che ci riconsegnano il
loro Fabrizio De Andrè. Ancora fumetti in "bandedisegnate2" e non solo quelli che acquistava "Al Barroccino di piazza San Firenze" Paolo Sabatini, che ne parla con Alberto Ciampi ma le tavole di Nik & Al, "Zobia Grassa", presentate da Guido Carrara "Quisco"; di Giuseppe palumbo "Neo Town" e "Ramarro Epifania"; di Maurizio Ercole, "Le creature dallo spazio profondo", scarafaggioni assetati di conquista e Maurizio rilascia anche un’intervista a Andrea Grieco. Chiudono l’allegato i disegni de "I pirati dell’Utopia" di Roberto Ambrosoli.
Ancora si prosegue con John Cage e il caos dell’anarchia, o viceversa?, di Pietro Ferrua; "La peste a Lucca" e "La corazzata in laguna" di Fabio Santin; "Traven o dell’identità di Paola Brolati; la recensione del CD di Fabio Bonvicini e Francesco Benozzo "Libertà l’è morta: canti popolari anarchici tra ‘800 e primo ‘900"; un ricordo di George Moustaki; "Danza macabra" di  Maurizio Cont e Gianmarco Serra; "Giovanna Iris Daffini, una storia in note" resoconto di Rino De Michele dello spettacolo proposto al Teatro Sociale di Gualtieri (RE). Chiude il numero un ricordo di Flavio Costantini e, in quarta di copertina, le foto di quattro situazioni, a Conegliano, Pordenone, Mestre e Sesto Fiorentino, in cui abbiamo avuto modo di presentare, a modo nostro, il progetto ApARTe°.

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