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ApARTe° 4,26 - Settembre 2014

La copertina ci rivela un bizzarro progetto di una città libertaria ad anello galleggiante di cui Pasquale Grella ne fornisce ampia spiegazione all’interno della rivista. Questo anche perché il numero è essenzialmente dedicato ad A come Architettura. L’architetto Alberto Ciampi ci descrive un’esperienza costruttiva nel Chianti, "Autocostruzione e bioarchitettura: nuova frontiera o malinteso?", e ci narra di un viaggio, nell’agosto del 1987, sulle tracce dell’arte e dell’architettura nel cantiere di Berlino. Gianfranco Marelli affronta il problema delle costruzioni di città utopiche da parte dei situazionisti e Tullio Zampedri, in "L’Architettura è un tango e balla nel vento", instaura corrispondenze tra i manufatti e le grammatiche del vivere in consonanza con l’ambiente che ci circonda. Franco Buncuga ci conduce ancora in Germania, in Turingia , nella Bakuninhutte, la capanna di Bakunin costruita dalla FAUD nei primi anni venti come sede di un’associazione di Mutuo Soccorso. Interessante ancora la descrizione del prof. Mario Motta dell’esperienza di una classe quinta dell’ex Istituto Statale d’Arte di Venezia (ora Liceo Artistico) di alcuni progetti, peraltro realizzati nel territorio del Comune di Sagron Mis (Trento), di alcune casa sugli alberi.
Oltre al CD "Canciari patruni un è libittà" di Salvo Ruolo, questo numero accoglie il DVD "Più vivi che morti: Mala Testa e le sue canzoni", un documentario di Riccardo Pittaluga e Miriam Tinto sui luoghi della musica resistente di Alessio Lega. Giulia De Florio scrive sull’arte e l’ideologia sovietica negli anni venti e trenta, "Il vecchio Pegaso è morto". Seguono due pagine di "In Corso d’Opera" e la quarta di copertina è dedicata a uno spettacolo teatrale, "La boje in Polesine" e ad un convegno "La storiografia dell’anarchismo italiano dal 1945 ad oggi".

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