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ApARTe° 5,27

Non per essere ripetitivi ma anche questo è un numero particolare. In copertina e in quarta un disegno di Wolinski ed è superfluo scrivere il perché. Poi ci siamo accorti che abbiamo appena compiuto 15 anni. Pochi?, troppi?. Né l’uno né l’altro perché i nostri calcoli non tengono quasi mai conto del passar del tempo. Allora, quando avviammo il progetto ApARTe°, scegliemmo di conservare la nostra originalità, di valorizzare i nostri momenti, il nostro modo di comunicare, non appiattirci sul facile, l’ovvio, il banale. Di essere comunque irregolari con prospettive autonome e non adeguandoci a compromessi. In questo numero uno speciale ricordo di Caterina Bueno, suo il cd del concerto che ci regalò il 2 settembre del 2005 al Teatro Tenda Saschall di Firenze in occasione della seconda "Vetrina dell’Editoria Anarchica e Libertaria" e della "terza biennale arte&anarchia". Gli articoli di Franco Buncuga, "Giancarlo De Carlo: Architettura il metodo partecipato" e "Architetto come artefice", Jan Pierre Garnier "Architettura senza architetti", Alberto Ciampi "Carlo Doglio Urbanista Umanista" e Alberto Chiarantini "Ideazione artistica nel luogo urbano" concludono, momentaneamente, gli interventi sull’altra architettura. Di Mail Art scrive Ruggero Maggi con un ricordo di Cavellini, "L’uomo che sparò a Cavellini" e "A proposito di dinosauri mail artistici in grado di rinnovarsi e di non auto estinguersi!". Diego Rosa ci presenta "La più povera casa editrice del mondo" e per chiudere In Corso d’Opera con recensioni di spettacoli teatrali, cd, libri e un’anticipazione del progetto (libro+cd) per ricordare l’assassinio di Joe Hill.

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