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ApARTe° 9 Febbraio 2004

Un’elaborazione grafica di una foto di Caterina Bueno ci presenta questo numero quasi interamente dedicato alla cucina sovversiva. Il cd, curato da Marco Pandin, è "yggia vilyggia" de Joel Orchestra, un progetto di comunanza musicale e spirituale vicino alle esperienze di Franti e Umami.
Alberto Ciampi quindi ci conduce per osterie e controllo sociale in "Bicchiere ribelle" e Giorgio Sacchetti ci istruisce sulla "Diet&etica fascista" mentre Ennio Carbone e Lu 04 sulla "Gastronomia operaia. Forchetta e coltello mangiamoci il padrone". Per completare il quadro gastronomico ecco un lungo articolo su "L’ebrezza della rivoluzione: osterie, sovversivi e controllo poliziesco a Verona dal 1876 al 1942"; Amedeo Siviero ci relaziona su "Ribelli, bettole ed osterie"; "Ricette anarchiche" di Rino De Michele, la ricetta degli spaghetti alla Bakunin e quella degli involtini di topo ritmata da Pierluigi Visintin detto il Picchio. Tonia Copertino ci illustra gli ingredienti per realizzate due dolci anti-panico; Ruggero Maggi, nell’Arte a Peso, ci calibra il "Peso delle Parole"; Rosanna Boraso ci unge con gli "Unti"; una poesia patafisica, " Se gli uomini fossero dei Wrustel", del Simposio Permanente Ventilati Patafisici Benacensi e, veramente per finire "Cioccolata mon amour" di Kiki Franceschi.
Tania Lorandi, The Big Bosse de Nage e Fabio Santin scrivono del grande quadro di Enrico Baj "I funerali dell’anarchico Pinelli" con un bellissimo doppio paginone a colori che lo riproduce. Uno stralcio dal "Diario personale di Gaetano Facchi, editore di Milano" di Paolo Facchi sull’esperienza editoriale della Casa Editrice Sociale precede un articolo di Pino Bertelli su Sebastiao Salgado, il poeta errante dell’utopia.
Le recensioni sono per  la mostra itinerante"Libar/Azione"; per la Raccolta Pepi di Crespina (PI); per la Vetrina dell’Editoria Anarchica e Libertaria di Firenze; per un’iniziativa su Raymond Queneau; per la mostra di Rino De Michele "diserzioni" a FUORIposto di Mestre-VE; una mostra in omaggio a Franco Serantini del pittore Orio Melani; per un progetto di mail art di Ruggero Maggi e per il testo della canzone "Era il 20 di luglio" di Marco Rovelli.

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